mercoledì 14 agosto 2013

Tecniche - Cordino da ghiacciaio

Nella progressione su ghiacciaio, specialmente in situazioni in cui è difficile individuare crepacci, in cui la traccia è assente oppure le condizioni di visibilità sono scarse, l'eventualità di una caduta è sempre da mettere in conto.
Nel momento in cui un membro della cordata finisce in un crepaccio si pone il problema da parte dell'altro o degli altri di svincolarsi dalla corda in carico per predisporre le operazioni di recupero. Il cordino da ghiacciaio serve proprio a questo.

Per prepararlo è necessario un cordino di lunghezza pari ad almeno 3,00 m. Nell'esempio è stato usato un kevlar da 5.5mm.
Si prepara ad un capo del cordino un nodo delle guide con frizione.


Si passa il capo libero nell'asola appena formata e la si chiude con un'altra asola.



Infine si predispone una controasola per bloccare il tutto: questo sistema permette un facile modo di scioglimento dell'anello di cordino che si viene a formare.

Questo è quello che si ottiene:

L'anello di cordino così realizzato viene legato alla corda di cordata tramite un prusik.
Il cordino, che durante la progressione non viene impugnato e si fa passare in un cosciale dell'imbragatura in modo da non costituire intralcio, serve per ancorare il compagno caduto con un ancoraggio provvisorio (sci, bastoncini, piccozza) e permettere lo svincolo dalla corda in carico, per bilanciarsi con la mano se si deve sondare un crepaccio, infine può essere utilizzato come pedale per scaricare in peso del corpo dopo aver aggiunto un anello o una fettuccia..

1 commento:

  1. Mi scuso con chi aveva postato una richiesta di spiegazione di utilizzo del cordino: per errore l'ho cancellato. Appena possibile posterò la spiegazione richiesta. Saluti

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