Ho letto Into thin air (Aria sottile nelle edizioni italiane). Ho visto il film Everest, il recente blockbuster poco riuscito. Non potevo non leggere illibro di Anatolij Bukreev, testimone oculare, protagonista, eroe e martire mediatico di quegli infausti e tragici avvenimenti.
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giovedì 19 novembre 2015
giovedì 21 agosto 2014
Recensione - Freney 1961. Un viaggio senza fine
Non so se quello che accadde all'inizio del luglio 1961 è la pagina più drammatica della storia dell'alpinismo. Certamente è tra le più significative, una tragedia che ha coinvolto due nazioni, che ancora oggi colpisce l'immaginario di chi frequenta la montagna. Il fatto che uno dei protagonisti sia Walter Bonatti non è un particolare secondario.
In questo stupendo libro Marco Albino Ferrari ricostruisce i fatti di quei terribili giorni.
giovedì 19 giugno 2014
lunedì 20 gennaio 2014
Recensione - Parete ovest
Questo libro mi ha completamente spiazzato. Mi aspettavo, come si conviene al tipico libro sull'alpinismo e sulle montagne, una lettura d'azione, magari drammatica, comunque coinvolgente sul piano esperienziale. Che richiamasse, insomma, lo spirito d'avventura che, chi più chi meno, ognuno di noi possiede.
Invece ho trovato un testo che mi ha profondamente coinvolto nell'analisi delle motivazioni, delle paure, dei timori, che soggiacciono nel cuore e nella mente.
giovedì 9 gennaio 2014
Recensione - Danzare sulla corda. Storie della mia vita
Kurt Diemberger è un grande vecchio dell'alpinismo (è nato nel 1932), con una carriera alpinistica costellata di successi e tragedie, grandissimo autore di documentari pluripremiati ed esploratore infaticabile. Questo suo libro racconta alcune di queste avventure, ma anche episodi minori, anedotti che nulla hanno a che fare, almeno apparentemente, con la montagna.
lunedì 2 dicembre 2013
Recensione - Montagne di una vita
Non è possibile separare Walter Bonatti dalle "sue" montagne, tanto più che neanche lui l'ha fatto. Leggendo il libro si comprende appieno come l'uomo, non solo l'alpinista, trovi definizione tramite e grazie ai picchi e alle guglie che ha scalato: mai in nessun altro libro che parla di avventure in montagna ho trovato così inestricabilmente uniti umanità e natura.
lunedì 11 marzo 2013
Recensione - La voce del ghiaccio
Mi ero promesso di leggere il secondo lavoro di Simone Moro e così è stato. Sbirciando in biblioteca l'ho visto e comprato, incuriosito di conoscere il risultato del lavoro fatto durante la spedizione invernale al Nanga Parbat (2012).
martedì 19 febbraio 2013
Recensione - Rock Warrior's Way
Vi sentite frustrati quando le cose non vanno come volete o come vi aspettate?
Trattenete il respiro?
Credete che cadere non faccia parte del processo dell’arrampicata?
Indugiate su quello che ritenete impossibile o che non siete in grado di fare?
Vi impegnate in modo titubante e incerto quando vi trovate al passo chiave?
Resistete al volo, integrate dove non è necessario, stringete troppo, tirate i rinvii?
Andate di fretta, pensate che vorreste essere oltre il passo chiave o in cima alla via e che lo sforzo sia già terminato?
Quando ho letto le domande che l'autore, Arno Ilgner, pone come introduzione al libro e dopo avervi dato risposta, ho precipitosamente comprato il libro, troppo colpito da quei quesiti così acuti e pertinenti (a cui ho risposto sempre si).
Trattenete il respiro?
Credete che cadere non faccia parte del processo dell’arrampicata?
Indugiate su quello che ritenete impossibile o che non siete in grado di fare?
Vi impegnate in modo titubante e incerto quando vi trovate al passo chiave?
Resistete al volo, integrate dove non è necessario, stringete troppo, tirate i rinvii?
Andate di fretta, pensate che vorreste essere oltre il passo chiave o in cima alla via e che lo sforzo sia già terminato?
Quando ho letto le domande che l'autore, Arno Ilgner, pone come introduzione al libro e dopo avervi dato risposta, ho precipitosamente comprato il libro, troppo colpito da quei quesiti così acuti e pertinenti (a cui ho risposto sempre si).
lunedì 7 gennaio 2013
Recensione - Cometa sull'Annapurna
Come per Moro è stato il primo libro scritto, per me è stato il suo primo libro letto. Sicuramente ne acquisterò un altro perchè è un alpinista che mi colpisce e di cui ho seguito volentieri il tentativo al Nanga (e mi piacerebbe pure vedere Cold il film dell'invernale al Gasherbrum II).
martedì 11 dicembre 2012
Recensione - Tempesta sul Manaslu
Discreto racconto della spedizione tirolese del 1972, in cui il grande alpinista insieme ad altri compagni riesce a salire l'ottomila per l'inviolato versante sud-ovest.
sabato 17 novembre 2012
Recensione - L'ultimo abbraccio della montagna
Questo è uno degli ultimi libri che ho letto. Non era tra quelli che volevo acquistare o leggere: non conoscevo Karl Unterkircher se non perchè sapevo che era deceduto sul Nanga Parbat, e l'idea di leggere il libro scritto dalla moglie mi sembrava un po' troppo lacrimosa.
Eppure l'ho letto.
mercoledì 31 ottobre 2012
Recensione - Appeso ad un filo di seta
Hans Kammerlander non è certo un alpinista che abbia bisogno di presentazioni, sicuramente è necessario andare a cercare un elenco di tutte le sue conquiste, scalate, ascensioni vista la mole che ha collezionato nel corso della sua brillante carriera.
Appeso ad un filo di seta ripercorre molte di quelle imprese, tutte descritte per arrivare alla montagna che lo ha respinto troppe volte, rischiando quasi di divenire un'ossesione potenzialmente mortale: il K2
martedì 16 ottobre 2012
Recensione - La morte sospesa
Quale sia il motivo che conduce un editore a tradurre Touching the void con La morte sospesa mi è compltamente ignoto e quasi certamente mi sta bene continuare a godere di questa ignoranza.
Personalmente il titolo originale stuzzica molto di più alcune adrenaliniche (per il sottoscritto) esperienze alpinistiche che ho avuto la fortuna di vivere, ma devo dire che, pur non apprezzando la traduzione, questa evoca il senso di differimento del destino cui il protagonista stava andando incontro.
sabato 8 settembre 2012
Recensione - Razzo rosso sul Nanga Parbat
Una storia triste, drammatica, esaltante. Avvenimenti tragici che si accompagnano all'aspetto più bieco dell'alpinismo. Invidia da comare di paese che sfocia nel revisionismo, nel sospetto, nell'accusa ed infine inun giudizio spietato che Messner si porta dietro per trent'anni.
Un'ombra che lo stesso protagonista cerca di dissipare raccontando la sua storia, confermata poi dal ritrovamento dei resti del fratello Gunther ai piedi del versante Diamir.
Tanti lati oscuri, a cominciare proprio da quel razzo, di colore sbagliato, da cui il titolo del libro.
martedì 4 settembre 2012
Recensione - L'uomo del Torre
Ormai riesco a leggere solo due tipi di libri: quelli di montagna e quelli di fantascienza. Siccome dei secondi in Italia non c'è traccia (povero il nostro mercato editoriale che premia solo gli scribacchini ammanicati), mi dedico sostanzialmente ai primi.
La maggioranza di questo tipo di libri è divisa in due categorie: quelli che raccontano le tragedie, e quelli che raccontano delle conquiste.
L'Uomo del Torre, scritto a quattro mani da Ermanno Salvaterra e Piero Calvi Parisetti, è un libro che parla di un uomo e una montagna (e molto altro).
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